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angeloinvolo
...animo candido in un cuore puro
 
 



 

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari,il tuo mattino
e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.
E. Montale




Solo un mano d'angelo
intatta di sè, del suo amore per sè,
potrebbe
offrirmi la concavità del suo palmo
perché vi riversi il mio pianto.
La mano dell'uomo vivente
è troppo impigliata nei fili dell'oggi e dell'ieri,
è troppo ricolma di vita e di plasma di vita!
Non potrà mai la mano dell'uomo mondarsi
per il tranquillo pianto del proprio fratello!
E dunque, soltanto una mano di angelo bianco
dalle lontane radici nutrite d'eterno e d'immenso
potrebbe filtrare serena le confessioni dell'uomo
senza vibrarne sul fondo in un cenno di viva ripulsa

A. Merini






E poi che le parole sue restaro, non altrimenti ferro disfavilla che bolle, come i cerchi sfavillaro. L'incendio suo eguiva ogni scintilla; ed eran tante, che'l numero loro più che'l doppiar de li scacchi s'immila. Io sentiva osannar di coro in coro
al punto fisso che li tiene a li ubi; e terrà sempre, nè quasi sempre fuoro.
"Canto degli angeli XXVIII Canto del Paradiso"


E lentamente il vento mi risveglia, e il tuo spiegar d'ali già mi commuove, soavi, sublimi sono i tuoi passi per te che cammini in un pavimento di rose e narcisi, sembran dei girasoli oppur noi somigliam loro?
Non v'è risposta e tu non mi rispondi dolce angelo che a volte mi confondi...
eppur potresti accoccolarti a me una volta ancora, una sola volta...
e riscoprir con me la dolce aurora.
F. Pes







 

2 dicembre 2008
Pubblicità progresso...
  

Il Natale a Napoli è caratterizzato da due simboli in particolare. Uno di questi é :
" 'O PRESEBBIO "
Di regola il presepe nelle famiglie napoletane si prepara nel giorno ra' 'MMACULATA ( 8 dicembre) e si sfascia alla befana (6 gennaio) e per farvi capire del come avviene tale preparazione basta che vi porti l'esempio di una famiglia napoletana in particolare
: La Famiglia Cupiello
...Luca Cupiello, come ogni Natale, prepara il presepe, fra il disinteresse della moglie Concetta e del figlio Tommasino, che con dispetto gli ripete che a lui il presepe non piace. Ho reso bene l'idea?
Tutto questo per dire che Il presepe napoletano non è solo un oggetto rievocativo, ma anche uno strumento descrittivo della realtà; a Napoli per Natale vi potrete imbattere in statuine ispirate a personaggi attuali, come Barack Obama o Roberto Saviano. 
Questa è una particolarità che distingue Napoli da tutte le altre
città...
Napoli non è monnezza, ma ARTE!!!

12 settembre 2008
è na' passion...
 Amare è come una droga: all'inizio viene la sensazione di euforia, di totale abbandono. Poi il giorno dopo vuoi di più. Non hai ancora preso il vizio, ma la sensazione ti è piaciuta e credi di poterla tenere sotto controllo. Pensi alla persona amata per due minuti e te ne dimentichi per tre ore. Ma, a poco a poco, ti abitui a quella persona e cominci a dipendere da lei in ogni cosa. Allora la pensi per tre ore e te ne dimentichi per due minuti. Se quella persona non ti è vicina, provi le stesse sensazioni dei drogati ai quali manca la droga. A quel punto, come i drogati rubano e si umiliano per ottenere ciò di cui hanno bisogno, sei disposto a fare qualsiasi cosa per amore. ("Sulla Sponda del Fiume Piedra mi Sono Seduta e ho Pianto" - Paulo Coelho)
31 marzo 2008
Il Pescatore di ricordi

 Ci sono giorni che, anche con l’intento di farti male, prepari amo e lenza e ti siedi a pescare nel lago dei ricordi e chissà perché peschi sempre quelli più grossi, nel senso di profondi e laceranti ovviamente!
Ti capita, perciò, in questi giorni, di rimuginare su alcune cose già vissute e su alcune persone che vivendo più o meno le stesse cose si trovano, inconsapevolmente, a far parte del suddetto ricordo. Rimuginando,rimuginando ti accorgi che l’unica cosa che riesci ad ottenere è solo AMAREZZA...pura assoluta AMAREZZA...e allora, solo allora, decidi di smettere!

Il Pescatore di Ricordi Stampa artistica di Francesco Musante
MUSANTE Francesco - (serigrafie)  
 

28 marzo 2008
Previsioni...del Tempo!

 Eh, già! Forse molti non crederanno ai loro occhi, ma domani il tempo si prospetta così: finalmente sooooooooooooleeeeeeeeeeeeeeeee!!!!

per chi volesse averne la certezza può cliccare
qui

18 febbraio 2008
architè...che ce l'hai tu l'angolo e l'angelo?!
" L'angolo e l'angelo", nome di una mostra tenutasi il 20/01/06, ideato da Lisa Ponti, ci conduce direttamente in due temi caratteristici nell'opera sia di Gio che di Lisa Ponti. Per oltre quarant'anni Lisa Ponti lavora accanto al padre, ed è da questa gioiosa collaborazione che è sorta l'idea di creare un'esposizione congiunta, per valorizzare oltre gli aspetti architettonici e storici di Gio Ponti, pure quelli poetici, culturali e umani che accomunano padre e figlia.
Gio Ponti ha lasciato un'importantissima presenza della storia del design e dall'architettura, ha rinnovato e influenzato le tendenze internazionali costruendo in tutto il mondo, e, nel 1956 ha edificato a Milano il Grattacielo Pirelli, simbolo dell'ideale economico della capitale lombarda. La genialità di Ponti s’esprime nell'oggettistica, nella decorazione, nella pittura, tra gli oggetti da lui concepiti, ricordiamo la prestigiosa Pavoni, macchina per il caffè espresso o la sedia Superleggera disegnata per Cassina, tutti oggetti entrati a far parte della mitologa dell'industrial design internazionale.
Fin da sempre l'universo Pontiano è popolato di simboli lirici, di segni astratti, di figure femminili o d'angeli che Ponti colloca a volte come ornamento neoclassico-decorativo, quasi come se egli volesse umanizzare il proprio operato. L'angelo di Ponti è una figura classica, l'architetto lo introduce come elemento architettonico nelle sue costruzioni religiose, come negli studi della vela della Cattedrale di Taranto esposti in mostra.
Le opere esposte di Lisa Ponti, una cinquantina in tutto, sono freschi e spontanei disegni che l'artista crea quotidianamente nella sua casa studio a Milano. L'angelo di Lisa è un messaggero che l'artista rappresenta stilizzato, un poeta capace di trasmettere e di decifrare i segreti e i pensieri di noi tutti. Ogni disegno diventa un "medium" che rafforza e ci comunica quel senso di gioia e di vitalità che solo l'essere creativo e raffinato ha la capacità di raccontarci. La sua arte non si esprime solo attraverso il fantastico, ma ci mostra anche l'abilità di saper disegnare, di modificare lo spazio con una gestualità pura e rapida. Lisa ha la sensibilità necessaria per percepire i sentimenti e, d’istinto, li deve fissare su carta. Ha saputo assorbire non solo la vitalità culturale del padre, ma ha pure intuito quel bisogno universale dell'essere umano di sognare."
16 febbraio 2008
Dio li fà e poi li accoppia!!!!
Veronica Berlusconi in un articolo per Kos rivendica il ruolo della donna, "angelo sociale che deve ritrovare la propria spiritualità e creatività contro l’immagine di potere, denaro e carriera incarnata dall’uomo". Sa di essere ancora sposata con Silvio?
ROMA, 14 FEB - «La donna è un angelo morale, capace di spiritualità e di praticità, in grado di rendere grandi le piccole cose: disposta a offrire sempre una carezza, che commuove fino a far piangere, o di servire attraverso semplici gesti domestici. Ma gli uomini, oggi, non riconoscono e soffocano questa sua peculiarità, inducendola a emulare un modello maschile costruito sul mito del successo, del denaro e della carriera».
E poi ancora: «Assistiamo a una fase di regressione culturale anche nella vita di tutti i giorni. Del resto, quando si sostituiscono televisione, videogiochi, computer, sms, i-pod al dialogo, e il linguaggio, per un'infinità di ragioni, diventa sempre più misero.Recuperiamo amore, rispetto, ascolto e dialogo - scrive Veronica - perché se l'uomo non impara a contribuire al riconoscimento del valore femminile nasceranno generazioni morte. Educhiamo quindi le donne al rispetto di sé e gli uomini al rispetto delle donne, alla capacità di pensare a loro come a un'entità eccezionale, un essere speciale. Non uccidiamo l'angelo, che è presenza morale e che incarna una forza d'amore, che ha solo bisogno di essere compresa(...)».
Di sicuro se dopo la famosa lettere aperta a suo marito di un anno fa Veronica aveva raccolto la solidarietà di molte donne, dubitiamo che questo articolo farà altrettanto. Perché sarà pur bello coltivare la propria spiritualità e creatività all'interno della famiglia e della società, ma come dirlo a una madre di famiglia che sgobba dieci ore al giorno e deve pure sgomitare per farsi valere in una società ancora molto maschilista. Chissà se si ricorda dove lo ha momentaneamente "riposto" il suo, di Angelo…(Libero News)


5 febbraio 2008
Ecco l'angelo del carnevale 2008
 

Venezia: Coolio, il rapper apre il carnevale

 
Ai rintocchi di mezzogiorno del Campanile della piazza più bella del mondo il rapper americano, vestito per l'occasione come un angelo bianco, si è lasciato andare dal Campanile di San. Marco incantando le migliaia di persone con il naso all'insù.

28 gennaio 2008
Curiosità

L'angelo del caffé

Sto all'aeroporto di Toronto, mancano tre ore alla coincidenza per Ottawa. Per il fuso orario che ho dentro è mezzanotte. Vado a prendere un caffè. Siedo sullo sgabello da Tim Hortons. Bevo lentamente. Quando finisco mi avvio alla cassa per pagare. "Già fatto". "Ma io non ho mai..." "E' stato l'angelo del caffè". Guardo la cassiera negli occhi. Mi sta prendendo in giro?
Sorride: "Lei viene da fuori, qui è una storia nota".
E' cominciata più di un anno fa. Era un lunedì mattina. Questa donna era stressata. Stava divorziando e in modo non amichevole. Aveva due figli di 8 e 12 anni e un lavoro che la faceva impazzire. Uscì per prendersi un caffè. Guidò l'auto fino al vicino drive thru per sorseggiarselo da sola nel parcheggio. Mentre stava pagando vide apparire sul display il conto dell'auto che la seguiva e, d'istinto, lo pagò. Poi andò via senza spiegazioni. La sera, si sentì meglio.
Continuò a farlo, come fosse una cura. Ogni giorno pagava una colazione a qualcuno, senza mai farsi vedere. L'hanno inseguita per le strade, talvolta, increduli. Lei ha fatto soltanto cenni con la mano, come dire: niente, non c'è da dire niente. Le hanno messo quel soprannome, "l'angelo del caffè", e hanno cominciato a imitarla. Talvolta la catena arriva a cinque persone che offrono il caffè l'una all'altra.
Una partita di giro, spiegherebbe un economista. A somma zero, Che ha però un piccolo risultato: fa star bene 5 persone con niente, letteralmente. Chiunque può essere un "angelo del caffè". Tranne i cinici. Quelli manco lasciano la mancia
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[ da sito www.Repubblica.it , rubrica>>Navi in Battaglia di Gabriele Romagnoli ]

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